martedì 2 dicembre 2014

Guardaroba uomo- donna a confronto

GUARDAROBA MASCHILE:

- 3 abiti invernali + cravatte
- 3 abiti estivi + cravatte
- 5 (e voglio essere generosa qui) outfit invernali casual. Dai sì, lo sapete che sono. Camicia + maglioncino + jeans. Declinati nei colori grigio, blu, beige.
- 5 oufit estivi. Al posto dei jeans, pantaloni cargo.
- 3 pigiami infeltriti che faranno scomparire la vostra vagina per sempre
- 3 giacche
- un cappotto elegante

Conclusione: no, mavà, non ho bisogno di comprare niente, ho un sacco di roba.


Ops.


GUARDAROBA FEMMINILE:

- 27 abiti invernali.
- 85 abiti estivi
- 357 jeans. Non mi chiedere che me ne faccio di 357 jeans, sono fin troppo pochi.
- 34 gonne (paillettes, a matita, mini, maxi, a palloncino...NON MI GUARDARE COSì, è LO STRETTO NECESSARIO)
- 12 tailleur/ tubini
- 3 abiti da sera, sai mai che ti invitiano a un ballo
- 1253 magliette/ canotte/ sottogiacca sì il color pervinca è assolutamente indispensabile, quindi?
- 285 maglioni e sono stata brava, l'inverno scorso ne ho buttati BEN TRE

Conclusione: NON HO NIENTE DA METTERMIII SONO POVERA FARò LA FIGURA DELLA BARBONA CON LE MIE AMICHE BUUAAAAHHH

No, chi, IO? Mai.

Squillino i cellulari! Donne, ADUNATA!
Rulli tonanti di carte di credito sfoderate riecheggino per le strade di Milano.
Mano ai portafogli! Tutte in assetto da shopping!

Al grido di NUOVA COLLEZIONE O MORTE radiamo al suolo questa città!

A questo punto il fidanzato cretino ti dice "Hai già troppi vestiti cosa te ne fai di altra roba" e lì vi consiglio di scappare veloci perchè SCATTA L'APOCALISSE NUCLEARE CHE LA CASA BIANCA è GIà IN ASSETTO ANTISOMMOSSA.

Il fidanzato saggio, invece, tace e si ripara in un posto sicuro ad aspettare che passi, o chiede asilo politico in un qualche paese dell'Africa, che tanto l'Ebola che vuoi che sia a confronto di una fidanzata incazzata.


Grazie, grazie, grazie dal profondo del cuore a chi mette mi piace a Something Iaia's e condivide. A voi prende mezzo secondo, ma per me è un regalo enorme!

lunedì 24 novembre 2014

In Viaggio Con Iaia - Belgrade Edition



E niente, questo week end sono andata in Serbia. Voi direte, cazzo ci vai a fare in Serbia? E un po' c'avete ragione, ma c'era la reunion di tutte le generazioni del master. Ve lo ricordate Talento è chi il talento fa? Ecco. Tutta quella gente lì, insomma.

Quindi, weekendino impegnativo a Belgrado = Blog di Iaia.


No, I monumenti guardateveli sulla Lonely Planet, che io mica sono qui a fare la guida turistica con l'ombrellino kitsch. Io vi parlo di vita vissuta, e rischio anche la vita per voi (ahem, stavolta davvero, mannaggiammè).

La sorridente Belgrado sorge tra due fiumi, il Sava e il Danubio. Sarebbe bello poterla chiamare la Parigi dell'Est, ma ahimè:
- il titolo è già stato assegnato a Budapest, e
- è ancora un po' troppo bombardata per essere davvero una bella città, architettonicamente parlando (sapete che c'è stata la guerra, sì? Studiate un po' di storia, 'gnurant!)

No, non è vero, in realtà Belgrado è così.

Gli arabi di Dubai 


hanno troppi troppi soldi e non sanno dove metterli (uno può comprarsi solo un numero limitato di yacht in oro massiccio, cheddiamine, poi diventa pacchiano). Checc'entra questo, direte voi. C'entra, perchè i furby arabi si stanno comprando la Serbia. Hanno capito che un paese con un tasso di anziani pari al 5% e che sta proprio a metà tra Russia ed Europa è un paese perfetto per investire. Chiamali scemi. Quindi si sono accattati la compagnia aerea locale, che si chiama Air Serbia - che originalità, licenziate i pubblicitari, vi prego - e hanno raso al suolo metà della capitale per ergere una città così ultramoderna che Canary Wharf in confronto sembra il villaggetto di Asterix e Obelix. Tuuutto vetro, tubolari di metallo, e grattacieli altissimi. Sì, lo so, yawn, ma che ci posso fare io se questi han bisogno di compensare?

Comunque. Pensate che il 20% della popolazione vive lì, nella capitale. Come se  un quinto della popolazione italiana vivesse a Roma. Immaginatevi che megalopoli. Traffico? Nooo, mavà, cheddici. Tra l'altro è talmente grande che i tassisti a volte si fermano a chiedere indicazioni ai passanti perchè non conoscono la zona e si sono persi. Roba che se succedesse a Milano il cummenda di turno li sposta con una culata e si mette al volante.

Il serbo medio


Ecco, parlando del serbo medio, io consiglierei di stare attenti. Io ho attaccato bottone (puro Iaia style) con un tizio accompagnato da due bodyguard, che si è poi scoperto essere il boss di un cartello della droga. E GLI HO ANCHE SISTEMATO LA SCIARPA, perchè sai, "Sono italiana, noi di moda ne capiamo". Diosanto, ho rischiato di morire! Lui per fortuna ha capito di avere a che fare con una pirla inoffensiva e si è messo a ridere *sospiro di sollievo*.

Sempre parlando della fauna belgradese, il serbo maschio è stato nutrito a latte e uranio impoverito. Non c'è altra spiegazione, sono tutti energumeni di due metri per uno. Poi si chiedono perchè le loro nazionali di basket e pallavolo siano così forti. VEDI TU, STAI GIOCANDO CONTRO HULK SNODABILE! 

Cioè, non so voi, ma io con lui non discuterei.

La donna serba 


è una disperazione per qualunque italiana. Noi che a Milano siamo ritenute carine, suvvia, c'è di peggio. E lì, STICAZZI. Diventi improvvisamente invisibile. 
Invisibile perchè la ragazza serba è, di media UNA FIGA ELLITTICA. Ok, per carità, il loro stile non è proprio all'avanguardia e non brillano per finezza; ma credetemi, il maschio normale se ne strasbatte i cabasìsi se c'hai la collana di perle o no, quando sei una che non sfila per Victoria's Secret solo perchè non ti hanno ancora scoutata.
Punta sulla personalità, Iaia. Qualcuno vuole sentire la mia personalità? Palle di fieno che rotolano, accompagnate da ululati di coyote? Ah, ok. Vabbè.

Questo è uno dei primi risultati che esce googlando "ragazze serbe". Sigh.

Cibo. 


Ahhh che ggioia il cibo dell'est. Diciamo che il menu tipico è:
- Antipasto: carne.
- Prima portata: carne.
- Seconda portata: carne.
- Dolce: carnAH, NO SCHERZAVO, Il dolce è un dolce.

E la pasta, direte voi, la pasta dov'è? Ma miei cari ingenui, la pasta è servita COME CONTORNO. Sì, siete liberi di sentirvi male, Vi capisco. 

Consigliatissimo l'ajvar, salsa ai peperoni e aglio, che delizierà il vostro palato e impedirà ogni contatto sociale nelle ventiquattr'ore successive all'ingestione.

Sorprendentemente, vini, salumi e formaggi MOLTO BENE. Otto più. 

Il tutto annaffiato, prima durante e dopo, da abbondanti libagioni di Slivovitz, la temibile grappa delle repubbliche balcaniche che lava lo stomaco più bianco e ve lo buca anche, se non state attenti. 

Nightlife


Sapete che sono un'aficionada di club, locali e discoteche varie. Ovunque si balli e si possano sfoggiare outfit tamarri, ecco, mi troverete lì.

Una foto pubblicata da Iaia Laura Tettamanti (@itsmeiaia) in data:

Diciamo che una popolazione di età media sui venticinque anni. legislatori assenti e un'economia in pieno boom, Belgrado è la città perfetta per vivere la notte (uuuhhh che bella frase, mi sento quasi un'inviata di Lucignolo).
Da segnalare tutti i locali sulla Sava - o sul Sava? non so - che offrono ambientazione pazzesca e cocktail a pprezzo risibile. Vi verrà voglia di fare gli sboroni  e offrire da bere a tutto il locale. Non fatelo, che poi pensano che siete ricchi e vi derubano, dai. Da segnalare anche il Brankow, discoteca semifighetta. Cioè, cercano di fare i fighetti, ma i buttafuori hanno ancora molto da imparare. Ovvero, mi hanno tenuta fuori ad aspettare per BEN DIECI MINUTI. E' uno scandalo, io protesto, ecco. 
E per finire la mia chicca, il Mladost/Ludost, che non sono altro che due bar iperaffollati di gente ubriaca e sudata, ma che vi aspettavate, il Ballo delle Debuttanti? No, la cosa figa del Mladost/Ludost è che il nome stesso significa "Sii giovane, sii folle, e balla tutta la notte". Cioè, quando si dice un nome una garanzia.
Lo so che sarete ubriachi a fine serata. Non fate i santerellini, dai.
Mangiate una piadina sugnosa (cit) in uno degli innumerevoli baracchini aperti all night long, e fatevi accompagnare a casa in taxi, per la modica cifra di due euri.

Da Belgrado è tutto, vi saluto e vi do appuntamento qui, su Something Iaia's per un gennaio a Vienna!

Dai, mettete mi piace alla pagina e condividete, che a voi non costa niente e i vostri amici si fanno una sana risata!

Bacioni

mercoledì 19 novembre 2014

NON SONO UNA STRAFIGA MA FACCIO LA FASHION BLOGGER.

Lo ammetto. Mi dispiace.

E' che proprio non ce la faccio a fare la fashion blogger figa. Non ce la faccio a mettermi davanti allo specchio, occhio ammiccante, e boccuccia a becco di papera, e a mostrarvi quanto sono gnocca.

Femmine, invidiatemi!
Maschi, vogliatemi!


No non ce la faccio. Io sono scema, dento, fuori e nei dintorni. Sono ironica. Autoironica.

Io con la moda mi diverto davvero,e mi rompo i coglioni a stare un'ora a gelare per le strade di Milano aspettando che il fotografo trovi la giusta luce e la giusta inquadratura per immortalare dei vestiti che a me magari non piacciono neanche.

I selfie me li scatto la mattina che sono in super ritardo, e ho tempo giusto per una foto sfocata e con la faccia da pirla. Embè?

Superfiga non sarò mai. Adriana Lima lo nasci per botta di culo genetica, non lo diventi. Cosa devo fare, chiudermi in casa per sempre, vestita di tela di iuta, perchè non sono una topa da paura?

Ma anche no.



Mi piaccio. Davvero. Mi piace il mio naso storto, mi piacciono le mie tette non pervenute, mi piace che sono tutt'ossa. Soprattutto, mi piace la mia personalità.
La esprimo facendo l'esuberante, la scema, scrivendo minchiate, e sì, anche vestendomi la mattina.

E mi piace far vedere queste cose alla gente (ecco, magari le tette in primo piano anche no). Perchè nessuna di noi è un'ultrafiga, ma possiamo piacerci comunque.
Possiamo vestirci comunque.
Possiamo esprimerci comunque.

Perchè non è la bellezza che ci dà diritto di parola. Il diritto di parola te lo prendi.


Quindi lo ammetto:

NON SONO STRAFIGA E FACCIO LA FASHION BLOGGER, QUALCUNO HA QUALCOSA IN CONTRARIO?
(esce O-Ren Ishii direttamente da Kill Bill con la katana sguainata)

...nessuno?

Molto bene. A posto così.

Baci a tutti, lovvate voi stessi,

quella pirla di
Something Iaia's

(condividete l'ammore, il pezzo, e mettete mi piace alla pagina, se vi va! Se non vi va sono a piangere quietamente in un angolino senza dare fastidio a nessuno, non preoccupatevi)

mercoledì 5 novembre 2014

TALENT IS AS TALENT DOES


Maybe, probably, I could have mentioned in passing that I took a Master course. Oh, who am I kidding, I know I totally PESTERED you.

And not your average Master, no sir, not the ones you pay a gazillion dollars, five days of intensive training, piece of paper, and then bye bye, so long, nice meeting you.

No. It was an amazing Leadership Development Program for young talents, kindly brought to me by the bank I work for. All expense covered, yes. Of course, you have to EARN it. So, three months of selection process, five steps, doubts, insecurities, I don’t know if I will ever get in, there’s no way in hell that I will get in, Iaia in super-annoying mode to anybody that had the misfortune to be in my closest circle (hi, mum!).

Veeery surprisingly, I GOT IN (wild dancing, celebrations, howls of joy, drunkenness).

But.

At the end of the program I was thinner than ever, below my average 50 kilos, tired and sooo exhausted. I was so weak that I got a very high fever while I was on holiday in Turkey.

Let me explain. I’m not talking about eight hour lessons, no. I’m talking about eighty young people, all working for the Bank I work for, superselected, that cooperate together to develop projects sponsored by Top top top managers (Hyper Top. Just a step below GOD. They work for him, yes).


Us, with God's little helper.

To recap: you work your ass of for nine months, with people from all over Europe, that you didn’t know before, on a subject you know nothing about, in English. Ah, of course you also keep your current job, we don’t like easy things, do we?

You call them by phone, by Skype, you mail them, you Whatsapp them, always on and off a plane, the deadlines, the time is never enough, and you’re scared because you don’t think you can manage everything, the lingering feeling of incompetence, and WHY THE HELL a day has only 24 hours, I need at least 45, and a secretary, please. You and your group became blood brothers. One day you love them like crazy, the day after you want them incarcerated in the darkest prison and throw away the key.

Your boyfriend kindly informs you that you are seeing them more than you see him. Ahem, yes, so what?

You have to pay a price for every goal you reach. Well, for me, it was worth it. And it’s totally irrelevant that my colleagues, after seeing the pitiful state I was in, bluntly refused to apply to the program.

But, whatever, let’s get over with the introduction and let’s get straight to the point. Here’s what I’ve learned:

TALENT IS AS TALENT DOES, or, in other words, it’s not talent, it’s hard work. Let me explain. Success is not the norm. Success is the exception. When you try to do something new, the norm is that you fail at it, the exception is that you succeed. But if you believe you can do it, and you train for it, and you try again and again, it’s highly probable that you will succed. The trick is simple: believe, believe, believe, and work really hard.

Work, work, work.

  
LISTEN. Team working is very similar to being part of a couple. There are no people that are “Made for each other”, and the “Happily ever after” is a stupid myth. Are we different, yes? Since we are different, it’s normal and logical that we have different opinions. You talk to each other, you discuss, you even fight sometimes. But if you are stuck on your opinion, and you show it off like a prized possession, without giving a second tought to the others’, it’s natural that the group is going to fuck up spectacularly. So: listen, LISTEN CAREFULLY to other people’s opinion, really try to understand their point of view, and most of all, COMPROMISE.

USE THE OTHER PEOPLE. Were you waiting for a Wall Street-like speech, “Greed is Good” style? Sorry to disappoint you guys, not gonna happen. What I mean is that everybody has skills. Yes, you, too. You just have to leverage on what you another person does best, and let them do it. So you can concentrate on what YOU do best, and be a top player for the group. If you insist on multitasking, either: you fuck up, or: you don’t express your full potential in what you really can do.
For example, my favourite German is The Ultimate Excel Master. To me, Excel is BLAH. So, you, adorable German guy, develop the developable, and I, creative and bubbly Italian, work on the catchy slogan to sell our amazing, fantastic, superduperfabulous product.
My God, so many cultural stereotypes in one sentence.

The Hungarian, the Italian and the German. Nope, not a joke.


ALWAYS IMPROVE YOURSELF. Leverage on your skills, yes, but be aware of your shortcomings. My Precision has gone shoe hunting along my Punctuality and my Detail Orientation. “It’s all good” it’s my motto. Do I have to accept it? NO. This kind of program is created to push you, to improve yourself, to let you admit your weaknesses, see them, ok, I see them, and Bring. Them. Down. My goal for this year is to became precise and neat. Will I achieve it? Mmmmhh I doubt it, but to succed, first you have to fail, so I will try hard. (My favorite Croatian girl, Nelly, will teach me. Maybe)

EXPRESS YOUR OPINION. Is something bothering you? Say it. You think you have a great idea? Say it. You don’t like the PowerPoint presentation? SAY IT. In a nice and kind way, without hurting anyone. No, “This sucks” is not a nice way. But think about it, your opinion is worth something, and you have the right to be listened to. Maybe peopleare going to laugh at you, it’s a risk you have to take, but maybe you really had the genius idea that is going to change the path of the project. Coco Chanel loathed the whalebone bustiers. So she invented the tailleur. She was laughed at, she scandalized people, she changed the history of fashion forever. Why can’t you?

Like creating an AMAZING LIVING SLIDE.


DIVERSITY IS GOOD. After nine months of coexisting with a Turkish guy, a Croatian girl, an Hungarian guy, a Rumanian girl, and a German guy, it’s clear to me that opinions are relative. Women think different from men, project managers think different from sales, AND DON’T EVEN GET ME STARTED ON GERMANS AND ITALIANS. Is it bad? Absolutely not. Of course, it makes finding a solution a more difficult process, but in the end a many brains are better than one. Why? Because everybody is starting from their own point of view. If you like something, it doesn’t mean that other people like the same something. EVERYBODY IS ESSENTIAL.
How do you do it? By communicating with people. Talk, talk, talk. Pros and cons. Discuss. And in the end you reach a solution, that nobody could have thought about on their own, and it’s PERFECT. Or almost perfect, from a German point of view. There is always room for improvement, in a German’s opinion.   

Best. Team. Ever.


Ok, that’s all folks! Probably I forgot a lot of things, and I will edit the article, but for now, that’s it.

Talented kisses to whoever likes, comments, shares this article, but most of all, to whoever likes my Facebook page.
As you probably already know, I’m quite stubborn, and this blog is my beloved little project. INVITE YOUR FRIENDS!

Lots of love,


lunedì 27 ottobre 2014

Buonanotte nonno. Ninna nanna di una nipotina.


Ciao nonno. Volevo salutarti un'ultima volta, prima di lasciarti andare. Sei scivolato via una notte, nel sonno, senza dare fastidio a nessuno. Sempre il solito, eh? Silenzioso, forte, sempre lì per me. Solo che oggi non ci sei più.

Volevo ringraziarti. Di tutto il bene che mi hai voluto, di tutti i giochi, le risate, le coccole, le sgridate. Il mio nonno matto ma sensato, divertente ma serio, con quella traccia di malinconia velata negli occhi.

Avrei sempre voluto dirtelo, ma a volte non riesci ad esprimerti proprio con le persone che senti più vicine. Ti ricordi quella scena di Colazione da Tiffany, in cui Holly Goolightly dice che quando ha le paturnie prende a va da Tiffany, perchè “Lì non può capitare niente di brutto”? Tu sei stato la mia Tiffany, perchè a volte a farti sentire al sicuro non è un posto, ma una persona. La tua manona e il tuo sorriso gentile erano tutto quello di cui aveva bisogno la mia manina. Bei tempi, quando piangevo per un ginocchio sbucciato. Adesso piango perchè non ci sei più, e non c'è il nonno che bacia la bua.

E forse il nostro valore come persone è tutto qui, in quante lacrime versa chi lasciamo indietro. Beh, tu sei una delle persone più meravigliose che abbia mai avuto l'onore di conoscere.

Ti saluto qui, sul mio blog che è un pezzo di me, anche se forse a te, così riservato, non sarebbe piaciuto. Ma sono sempre stata la tua nipotina casinista, e proprio non ce la faccio a tenere per me una cosa così importante. Gli opposti si attraggono, l'ho sempre pensato. E noi ci siamo attratti da subito. Eravamo pazzi l'uno dell'altra. Io e te, il silenzioso e l'esuberante, il gigante e la nanetta, il buono e la peste. Avrei voluto che ti conoscessero tutti. Ero fiera di te come tu lo eri di me. Avrei voluto che tutti sapessero che dipingevi meravigliosamente, che giocavi a basket, che hai fatto la Resistenza, che sei stato un uomo d'affari, che sei stato un marito, padre, e nonno amatissimo, che mi hai dato la buonanotte migliaia di volte.

Ma questa volta darti la buonanotte tocca a me.

Dormi bene nonno, dormi sereno.

Un ultimo bacio,

La tua nipotina,

Iaia

P.S: Ah, se in Paradiso cerchi il tuo maglione, sai quello grande e caldo che ti rubavo sempre, quello in cui mi trovavi avvolta, acciambellata sul tuo divano a leggere...l'ho preso io. Volevo tenere un pezzettino di te.


lunedì 20 ottobre 2014

TALENTO è CHI IL TALENTO FA

Forse ve l'ho detto, vero, che ho fatto un master. Anzi, diciamo che vi ho proprio stracciato le balle.

E mica un master qualsiasi, no, mica quelli che ti vendono a 3000 paperdollari, cinque giorni di corso intensivo, attestato, e poi ciao ciao, tanti saluti, punto e a capo.

No. Ho fatto un Signor Programma di sviluppo Talenti e Leadership, gentilmente offerto dalla banca per cui lavoro. Offerto, sì. Tutto spesato. Ovvio, certe cose te le devi da guadagnà. E quindi, tre mesi di selezione, cinque step, dubbi, incertezze, chissà se mi prendono, no non mi prenderanno mai, grandissimo rompimento di balle a tuttiquellichemiconoscono (ciao mamma!).

Contro ogni aspettativa, MI HANNO PRESA (balli scomposti, festeggiamenti, urla di gioia, ubriachezza).

Ma.

Sono arrivata a fine programma che pesavo un chilo in meno dei miei cinquanta regolamentari, sfatta ed emaciata che non vi dico. Dalla stanchezza mi sono presa un febbrone POWER a quaranta gradi in vacanza in Turchia.

Vi spiego. Quello di cui parlo non sono otto ore di lezione al giorno, no. Parlo di ottanta giovani del mio gruppo bancario, di tutta Europa, iperselezionati, che collaborano insieme per portare a termine dei progetti sponsorizzati dai Top Manager della mia banca (gente praticamente un passo sotto Dio).

Noi con Semi Dio.

Quindi: lavori per nove mesi, con gente che non conosci e che abita ai quattro angoli dell'Europa, su una materia che non conosci, in inglese. Ah, e intanto continui a fare anche il tuo lavoro classico, ovvio. Ecchè, se no era troppo facile.

Ti senti al telefono, via Skype, via mail, Whatsapp, sei sempre su e giù da un aereo, e le scadenze, il tempo che non basta mai, l'angoscia di non riuscire a finire tutto, il senso di inadeguatezza, il lavoro che si accumula, e perchè la giornata ha ventiquattr'ore che a me ne servono quarantacinque, ho bisogno di un segretario, mannaggia. Le persone del tuo gruppo diventano tuoi fratelli di sangue. Li ami alla follia un giorno, e il giorno dopo vorresti la loro testa su una picca.

Il tuo fidanzato ti fa gentilmente notare che vedi più loro di lui. Ehm, sì, e quindi?

Ma ogni traguardo si raggiunge al prezzo di un certo sacrificio personale. Beh, per me ne è valsa la pena. Il fatto che un sacco di miei colleghi all'inizio dicessero “che figata!” e poi, dopo aver visto in che stato mi ero ridotta, si siano rifiutati di candidarsi, è irrilevante.

Comunque, finita 'sta pappardella introduttiva, adesso vi racconto cosa ho imparato.

TALENTO è CHI IL TALENTO FA, o, in alternativa: non è talento, è duro lavoro. Mi spiego. Il successo non è la norma. Il successo è l'eccezione. Quando tu provi a fare qualcosa, la normalità è che tu fallisca, l'eccezione è che tu abbia successo. Ma, se ci credi, se ti eserciti a fare quella cosa che proprio non ti riesce, e ci provi e ci riprovi ancora, probabilmente avrai successo. Il trucco è solo questo: crederci forte, crederci sempre, lavorare duro.

Lavoro, lavoro, lavoro. 

ASCOLTA. Il lavoro di gruppo è come una coppia. Non esistono persone “fatte l'una per l'altra”, e il “E vissero per sempre felici e contenti” è una stronzata abnorme. Siamo persone diverse, sì? Ed essendo persone diverse, è ovvio e logico che abbiamo opinioni diverse. Ci si confronta, si discute, si litiga anche. Ma se tu ti fossilizzi sulla tua, di opinione, e la sventoli come uno stendardo, senza curarti delle altre, è altrettanto naturale che tutto il lavoro finisca a putt... ehm, a signorine di facili costumi. Quindi: ascolta, ASCOLTA DAVVERO quello che ti dicono gli altri, capisci il loro punto di vista, e soprattutto SCENDI A COMPROMESSI.

USA GLI ALTRI. Vi aspettavate un discorso alla Wall Street, del tipo “L'avidità è buona” et similia? STICAZZI. Quello che intendo dire veramente, è che ogni persona ha delle abilità, anche tu, e puoi far leva su quello che un altro sa fare meglio di te, e lasciarglielo fare, per concentrarti su quello che tu sai fare meglio, e dare un apporto determinante al gruppo. Se ti ostini a essere multitasking e a fare tutto perfettamente, o: fai grandissime cazzate, o: non esprimi appieno il tuo potenziale nei compiti che invece ti riescono benissimo. Per esempio, il mio tedesco preferito Thomas, è un fottuto genio di Excel. A me Excel fa schifobleah. Quindi, tu, adorabile tedesco, programmi il programmabile, e io, italiana creativa e svampita, creo gli slogan per vendere il nostro super, fabulous, amazing prodotto. Dio quanti stereotipi culturali in una sola frase.

L'ungherese, l'italiana e il tedesco. No, non è una barzelletta.

MIGLIORATI SEMPRE. Fai leva sulle tue abilità, sì, ma nota anche dove hai delle lacune. La mia Precisione è andata a fare una passeggiata in campagna, accompagnata dalla mia Puntualità e dalla mia Attenzione al Dettaglio. “Valà che vai bene” è il mio motto. Lo devo accettare? NO. Tanto più che un programma di questo tipo è creato apposta per spingerti a migliorare, a migliorare sempre, ad ammettere i tuoi limiti, vederli, ok, sì ci sono, e abbatterli. L'obiettivo che mi sono posta quest'anno è diventare una persona PRECISA PUNTUALE e ORDINATA. Ci riuscirò? Mmmhh ho forti dubbi, ma dopo tutto l'insuccesso è il prodromo del successo. (La mia croata preferita, Nelly, mi insegnerà. Forse.)

ESPRIMI LA TUA OPINIONE. Qualcosa ti fa girare le balle a elica? Dillo. Sei convinta di avere un'idea originale? Dillo. Non ti piace la presntazione in Power Point? DILLO. In modo gentile, carino, e senza ferire nessuno. No, “Questo mi fa schifo” non è un modo gentile e carino. Però pensaci, la tua opinione vale, e hai il diritto di essere ascoltata. Magari ti ridono in faccia, è un rischio calcolato, ma magari hai davvero avuto l'intuizione geniale che cambierà le sorti del progetto. Coco Chanel non amava i bustini con le stecche di balena. Ha inventato il tailleur. L'hanno perculata, ha dato scandalo, ha cambiato la storia della moda per sempre. Perchè tu no?

Tipo creare una slide vivente. Che è UNA FIGATA PAZZESCA.

DIVERSITà è BENE. Dopo nove mesi di convivenza con un turco, una croata, un ungherese, una rumena e un tedesco, è apparso chiaro che le opinioni sono relative. Le donne pensano in modo diverso dagli uomini, i project manager pensano in modo diverso dai commerciali, E NON FATEMI NEANCHE INIZIARE SUI TEDESCHI CON GLI ITALIANI. E' un male questo? Assdolutamente no. Certo, è più difficile trovare un accordo, ma alla fine tante teste pensanti arrivano ad un risultato migliore di una sola. Perchè? Perchè ognuno considera il proprio punto di vista. Se piace a te, NON SIGNIFICA CHE PIACCIA A LUI. Per questo servono TUTTI. Come si fa? Si parla, si parla, si parla. Pro e contro. Discussioni. E alla fine arrivi a una soluzione fantastica, che nessuno da solo avrebbe saputo immaginare, ma che è PERFETTA. O quasi perfetta, se considerata dal punto di vista di un tedesco. Ci sono sempre margini di miglioramento, per un tedesco.

Best. Team. Ever.


Beh, questo è quanto ragazzi. Magari mi verranno in mente cose FONDAMENTALI che ho dimenticato, e editerò il pezzo, ma per ora è tutto.

Baci talentuosi a chi condivide, laika, commenta, e soprattutto, mette mi piace alla pagina.
Come avrete capito, non sono una che molla facilmente quando si è decisa a fare qualcosa, e questo blog è il mio progetto adorato. INVITATE LE VOSTRE AMICHE!

Tanto love,

mercoledì 15 ottobre 2014

MANIFESTO FEMMINILE - OGGI CE L'HO CON LE FEMMINE

Perchè, oh perchè, quando vogliamo offendere un essere di sesso femminile, l'insulto massimo che usiamo è TROIA o CESSA?

Dà l'idea che il valore di una donna sia collegato solo:
- alla sua VAGINA oppure
- al suo ASPETTO FISICO.

VALIAMO DAVVERO COSì POCO?

 

MA STICAZZI, EH.

Uno: ogni donna dev'essere libera di fare quello che vuole del suo corpo. Esattamente come un uomo. E se tu sei libera, lo deve essere anche lei. E lei. E anche quell'altra.

Due: se giudichiamo Rita Levi Montalcini, Madre Teresa di Calcutta o Hillary Clinton solo per la loro bellezza, allora sono delle sfigate. 




 


Ma esiste qualcuno così scemo da giudicarle per come appaiono? 
E allora, perchè lo facciamo normalmente le une con le altre?



E MI FA IMBESTIALIRE che gli uomini si sentano in dirtto di definirci CESSE o TROIE per insultarci. Ma SIAMO NOI che gli abbiamo dato questa libertà, sparandoci a vicenda queste parole come proiettili.

PIANTIAMOLA, CAZZO.

Perchè una ragazza può essere stronza, falsa, stupida, ipocrita, rompicoglioni e tantissime altre cose. 
Ma almeno l'avremo insultata per come è e non per come appare.

Se vogliamo che gli uomini ci stimino di più, iniziamo a stimarci di più tra di noi.




QUESTO è UN MANIFESTO



D'ORA IN POI:

Piantiamola di sparlarci dietro e diciamoci le cose in faccia.
Aiutiamoci tra di noi invece che metterci i bastoni tra le ruote ad ogni occasione. 
Non cerchiamo di abbassare l'autostima delle altre per alzare la nostra. 

E MAI, MAI, MAI, DEFINIAMO UN'ALTRA RAGAZZA "UNA TROIA".

Grazie per l'attenzione,


Per rimanere aggiornati su fashionminchiate, viaggi pirla, e tanto tanto altro mettete mi piace alla mia pagina sotto!

giovedì 9 ottobre 2014

MAMMA O VAGABONDA?


Ho trent’anni.

Questa mattina stavo chiacchierando con una collega, gloriosamente incinta. Bella. Raggiante. Felice come una Pasqua, Natale, Capodanno e compleanno tutti insieme. La vedi proprio, la contentezza. È talmente gioiosa che se avesse le doppie punte la gioia le sprizzerebbe anche dalle doppie punte. È felice fin nelle unghie, ha persino i denti felici!

Timidamente, le ho chiesto di accarezzarle la pancia. Tenerezza. Calore. ANSHIA.

Bello eh, bello, nuova vita che nasce, il Mistero della Creazione (no, non sto parlando di apine, cicogne e cavoli, potete smetterla di ridacchiare), farsi una famiglia e tutte quelle robe lì.

…però no.

Io verso la maternità ho ancora l’atteggiamento dei quindici anni, della serie

“Oddio e come lo dico ai miei (ehm Iaia veramente c’hai trent’anni, un lavoro, e Madreh e Padreh sarebbero solo felici di un nipotino da spupazzarsi)
e cosa ne faccio di un pupo
sarò una madre terribile
e se poi lo faccio cadere
no grazie
non sono pronta
facciamo un’altra volta
forse ripasso”.

Ho sempre pensato che verso i trent’anni TING! mi sarebbe scattato un interruttore che (parlando con la voce di Gandalf) mi avrebbe detto “PROCREA, SCIOCCA!”. E io avrei obbedito.

…e invece.

E invece sono qui a pensare al prossimo volo che prenderò, al prossimo cielo sotto cui dormirò, e comprare casa no grazie perché non voglio sentirmi legata, metti caso che c’ho voglia di andare a lavorare in Australia, e come la mettiamo col mutuo, no, troppo sbattimento, in affitto tutta la vita.



Sia chiaro, non sto dicendo che disapprovo chi si sposa o fa figli, anzi, qualche volta invidio quei punti fermi che si sono creati i miei coetanei. Ma io no, io sono ancora una vagabonda ventenne, e mi sento stranamente disconnessa dalla mia generazione che “sta mettendo la testa a posto”.
Io non so neanche dove ce l’ho, la testa, figuriamoci trovarle una collocazione stabile.

E nonostante mi piaccia fare la prima della classe, questa volta ho preso un’INSUFFICIENZA GRAVE. In ISTINTO MATERNO.

Ma sapete che c’è? A me va bene così. Ci vogliono le Antonella, che sarà una mamma meravigliosa, e ci vogliono le Iaia, che continuerà a trotterellare per tutte le strade del mondo, con il suo biondo che la accompagna, pieno di tenera indulgenza per la sua zingara.

Insomma, quello che voglio dire dopo tutta questa pappardella è: FAI QUELLO CHE TI RENDE FELICE. E il momento giusto per fare qualcosa è QUANDO. DECIDI. TU.



Non ascoltare le nonne, le  zie, gli amici rompicazzo che ti chiedono “E tu, a quando un pargoletto?”

Uno: fatti una bourguignonne di cazzi tua, e
Due: la vita è mia e me la fucking gestisco io.

Quando il pensiero di essere mamma mi renderà radiosa come Antonella, che splende più di Disneyland a mezzanotte, allora so che sarà il momento giusto. Né prima. Né poi.



P.S: Questo era sette mesi fa.

Ora Marianna è nata, e Antonella sarà una mamma fantastica. Riderà, piangerà, la coccolerà e ci litigherà e ci farà pace e la amerà tantissimo.

Tantissimi auguri Antonella, l'avventura è appena iniziata! 
E io ho prenotato un volo per Belgrado, giusto perchè stavo ferma da troppo tempo - due settimane. ;)


Grazie, grazie a chi commenta e condivide.

Ho anche una pagina Facebook Something Iaia's, su cui scrivo tanto e tanto e tanto. Mettere mi piace e cosa buona e giusta!

mercoledì 1 ottobre 2014

VESTITA BENE NON SIGNIFICA BENE EDUCATA

Ieri. Ora di punta. Mezzi pubblici.

In San Babila tutti, e dico TUTTI, scendono dalla 54. A parte i tre sfigati che arrivano in Duomo, ma chissene di loro.

Beh, ecco, quando si scende dal bus, c'è sempre la Furbona che ha più FRETTA ed è più in RITARDO del Bianconiglio. 
E poga, si fa strada a forza di spallate, si apre varchi tra la plebe con una katana perchè LEI DEVE PASSARE, e chi sei tu per ostacolare il suo cammino verso la fama e la gloria? 

Nessuno, appunto.

Ieri la Furbona era la tipica Milanese Rivestita: zero buon gusto, ma tanti tanti soldi, spesi in tante tante firme. Che si sappia che lei è ricca, ne ha le prove disseminate sul corpo. Una che non si è ancora tatuata la doppia C di Chanel solo perchè non le è ancora venuto in mente. 

PER CARITà NON DITEGLIELO.

Dopo essermi presa una gomitata in faccia particolarmente violenta, le faccio notare gentilmente che stiamo scendendo tutti. Per la legge dell'impenetrabilità dei corpi, prima scendo io, poi scendi tu. (non ridacchiate, è fisica, non una battuta sconcia).

Risposta della Contessa: "MA MUOVITI, STRONZA!"



E' stato più forte di me, le ho riso in faccia e ho esclamato "Che classe!", un manto pesante di ironia nella voce.

Madreh dice sempre "La lingua non ha le ossa, ma se le fa rompere". Se finisco in ospedale sapete perchè.

La tipa si erge come un cobra, pronta a colpire (come ho osato deriderla, come?!? Non lo vedi Fendi? Non lo vedi Dolcy end Gabana? Tutto di me urla donna di classe, tutto! Capito, villana dalla borsa anonima?)... e poi decide che non ne valgo la pena, perchè lei ha FRETTA e cose importantissime da fare. Più importanti che menare me, direi.

(phew, sospiro di sollievo)

Comunque. Io non lo ripeterò mai abbastanza.

LA BUONA EDUCAZIONE è PARTE FONDAMENTALE DELL'ELEGANZA.



Vai in giro come una pubblicità vivente di Armani? Ecchissenefrega, se poi ti comporti peggio di un tamarro della Suburra. 

Grazie,
prego,
per favore,
buona giornata,
SONO GRATIS.

Usiamoli.

Come sempre, grazie a chi diffonde, grazie a chi commenta, grazie a chi mette mi piace alla mia pagina (sotto) per rimanere sempre aggiornati su Moda Zero Sbatti e Iaia Pensiero!

Ah, tra l'altro, mi hanno ridato la mia vita (leggesi: ho finito il master), a brevissimo restyling totale del blog! 


giovedì 18 settembre 2014

UN DIAVOLO PER CAPELLO

Ieri. Iaia. Parrucchiere.

Un evento raro come una glaciazione.

So che si suppone che le fashion blogger siano sempre perfette precise vestite alla moda e ingioiellate.

Ma invece no.

Capelli a minchia: sulle riviste...

A parte che ho un lavoro, perchè sapete com'è, mangiare bisogna mangiare.
A parte che sto facendo un master perchè mi andava. (Che la frase "Ma chi me l'ha fatto fare, ammè" sia stata ripetuta circa quindici trilioni di volte è ininfluente.)
A parte che c'ho una vita, che si compone di tutti gli elementi che generalmente caratterizzano una vita. Che so, un fidanzato simpatico, amiche in crisi, una casa da pulire, solita roba insomma.

Comunque, io sono umana e mi comporto da umana e c'ho la paglia in testa come tutte le donne normali.

...e la triste realtà.


Quindi, prima di dover ricorrere a contadino con mietitrebbia per domare la chioma incolta, ieri sono andata dal parrucchiere.

E lì, INCAZZATURA PROFONDA.

COME STARE SU UN VOLO RYANAIR.
Avete presente quando vi siete alzati alle sei e avete trascinato cinque valigie per mezza Lombardia e al check in c'era una coda interminabile di pirla che hanno deciso di partire il vostro stesso giorno, mortacciloro?
Volete solo sedervi al vostro posto in aereo e svenire, giusto? Sbagliato.
Perchè è lì che dalla cabina parte "Compra le sigarette elettroniche! Compra i profumi! Compra i biglietti della lotteria fortunatissima! COMPRA STICAZZI! COMPRA!"

Ecco, stare dal parrucchiere è la stessa cosa.

Con l'aggravante che per venderti la qualunque usano il metodo: "Devi avere questo prodotto costosissimo perchè SEI UN CESSO e solo con questo fantastico, esclusivo, meraviglioso prodotto costosissimo diventerai supersciantosa e tutti ti sbaveranno dietro."
Una, due, tre, cinquantasette volte.
Con la collaborazione della fantastica Rioca di Inchiostro Antipatico! https://www.facebook.com/pages/Inchiostro-antipatico




















Non sei solo pesante, parrucchiera, sei anche maleducata.

Uno: ringraziando il cielo la mia autostima non dipende dalla crema SplendLucidRipar.

Due: se voglio qualcosa stai tranquilla che te lo dico, mi hanno fatto la bocca per esprimere quello che penso.

Tre: mi metti a disagio. Risponderti "no" una, due, tre, cinquantasette volte MI METTE A DISAGIO, come te lo devo dire?

Quattro: è una politica di marketing cretinissima. Perchè io dal parrucchiere ci vengo per rilassarmi e per sentirmi più faiga, e se tu continui a farmi sentire a) a sotto attacco, e b) un cesso, io da te la prossima volta non ci torno più. COMPRENDIDO?

Sono stata brava e gliel'ho detto con garbo e gentilezza. Brava Iaia, brava.

La morale è che SONO STUFA di dover comprare cose inutili solo perchè mi fanno sentire brutta e inadeguata. Sono stufa di queste politiche di marketing delle case cosmetiche.

Quindi esorto tutte le mie bellissime lettrici (io non ho lettrici brutte, proprio non ce le ho, mi spiace), a mandare a quel paese tutti quelli che ti dicono che la cellulite è una malattia, che i tuoi talloni screpolati fanno scappare la gente dalla spiaggia, e che il solo essere donna ti obbliga a comprare una marea di cazzate per non sentirti una merda totale. A QUEL PAESE DEVONO ANDARE.

Pace&amore bimbe, e sappiate che se mettete mi piace a Something Iaia's (sotto), o condividete i miei pezzi, da qualche parte una donna con la cellulite VIVE BENE LO STESSO. Tiè.